Cosa può fare un politico onesto?

Beppe Grillo, nel suo blog, dice che “I nostri dipendenti [i politici] non capiscono che la pentola a pressione Italia non tiene più“.

Io non sono convinto che non se ne rendano conto. Credo invece che tanti se ne rendano conto, ma non sappiano cosa fare. Infatti mi chiedo: come fa un politico serio ed onesto a dimostrare la sua onestà? Perché, come ho detto nel precedente messaggio, ai politici in Italia si applica la presunzione di colpevolezza. Se un politico non è mai stato condannato per un reato, si dice “perché è più furbo degli altri”. Se non ha votato un aumento dello “stipendio” da parlamentare, si dice “perchè sapeva che sarebbe passato comunque”. E allora, cosa deve fare per dimostrare di essere diverso?

Il problema dovrebbe preoccupare per primi quelli come Beppe Grillo, che vogliono “dipendenti” onesti. Ma come si definisce l’onestà? Nel rispetto delle leggi? E se uno supera il limite di 30 all’ora per dei lavori… che non ci sono? Deve essere considerato disonesto? Da noi ci sono centinaia di leggi che non possono essere rispettate; perché sono state fatte per questo, per consentire di incastrare chi dovesse osare dire “io sono onesto”, e permettere ai veri disonesti di fare i loro affari indisturbati.

Allora, per dare ai politici che vogliono poter dimostrare di essere diversi dagli altri la possibilità di farlo, io propongo di fare qualcosa di questo genere:

  1. Stabilire delle regole che questi politici accettano volontariamente di rispettare, che vanno al di là degli obblighi di legge. Tra queste, la trasparenza assoluta di entrate, spese, viaggi fatti a spese dello Stato per motivi di servizio, etc.
  2. Costituire un organismo di “probi viri” (gente di cui tutti si possano fidare) per far controllare il rispetto di queste regole, in collaborazione con i cittadini comuni: se qualcuno fotografa il politico di turno ad usare l’auto di servizio per andare in vacanza, senza, può essere bollato come “non onesto” senza aspettare un processo penale dai tempi biblici.
  3. Riconoscere che, invece, anche un politico onesto può non rispettare certe leggi assurde e finire sotto inchiesta. Per farlo senza ipocrisia, però, il politico dovrebbe autodenunciarsi ed impegnarsi a cambiare quella legge, per tutti, alla prima occasione.
  4. Come segnale di buona volontà, e dimostrazione immediata di serietà, una piccola concessione al “qualunquismo”: impegnarsi per contratto a destinare la parte di “stipendio” che supera la media degli altri parlamentari europei ad un ente benefico, per esempio la ricerca contro il cancro. Idem per il vitalizio prima dell’età pensionabile.

Rispettando regole del genere, voi dareste ad un politico la “patente” di onestà? Mi piacerebbe sapere anche come la pensa Beppe Grillo, se ne avesse il tempo. E’ fondamentale che le regole siano fatte in modo tale da consentire ai politici di fare BENE il loro lavoro, e le leggi italiane di oggi non lo sono.

One Response

  1. Aldo Says:

    (dal http://www.clandestinoweb.com)
    Nel leggere che Marco Pannella si candida per la segreteria del Partito Democratico ho provato sollievo, perchè dopo mesi di obnubilamento, in questo gesto ho riconosciuto Marco. Forse ci dispenserà da questo momento dalla sua patetica e compulsiva ossessione per Daniele Capezzone, forse alle prese con una campagna elettorale che vivrà sicuramente da protagonista, non assisteremo più alle “supercazzole”, alle strabilianti fatiche e a incomprensibili ragionamenti che volevano nobilitare quanto di inutilmente meschino Marco Pannella è riuscito a fare nella vicenda che lo ha contrapposto a Capezzone il quale con passo lento sta riuscendo a costruirsi un percorso politico serio e credibile.

    E’ evidente che la candidatura di Marco Pannella equivale alla sua adesione al PD e se analizziamo i 13 punti di Daniele Capezzone e la sua azione politica di questi ultimi mesi ci rendiamo conto che la differenza, la distanza tra i due non era solo determinata da una nevrosi compulsiva, ma da una distanza politica, da una visione radicalmente diversa.

    Tutto ciò mi consola e mi conforta. La mossa di Pannella che oggettivamente è diventato un candidato prodiano e che riamane il più fermo e il più serio sostenitore, forse l’ultimo dell’attuale governo, è uno di quei colpi capaci di insaccare gli avversari. Pannella terrà banco nei prossimi mesi e Capazzone perderà l’abbrivio della contrapposizione che Pannella gli ha fornito in queste ultime settimane. Pannella rilancia, spariglia, va oltre la crisi della Rosa nel Pugno, mette in buca la costituente di Boselli, Craxi e De Michelis, affronta, essendo portatore di temi laici, la stessa identità del Partito Democratico, la sua presenza accentuerà le differenze, esaspererà le distanze e costringerà i candidati e soprattutto Veltroni, a non mimetizzarsi nella ricerca del consenso di tutti e nell’ipocrisia demagogica che gli è cannaturata.

    A Pannella il PD offre quell’occasione che la Casa delle Libertà non gli ha mai fornito e il PD ha la possibilità da settembre di diventare l’evento politico capace di appassionare il Paese tentando persino di far dimenticare le castronate che il governo, soprattutto sul piano della comunicazione, ha saputo costruire diventanto in un anno uno dei governi più invisi all’opinione pubblica e non certo per i meriti dell’opposizione.

    Questa vigilia delle vacanze che finalmente metterà a riposo la malandata politica italiana, ritrova un protagonista che probabilmente non riuscirà a diventare segretario del Partito Democratico ma che sicuramente saprà dare interesse, vitalità ed energia ad una politica che appare galleggiare s

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