Oggi, guardando il Tg1, un caso apparentemente divertente tra le notizie di colore mi ha fatto pensare: (dal sito del TG1)
PRESO CON LE MANI NEL… MARE
FERMATO DALLA GUARDIA COSTIERA IN SARDEGNA PER AVER PRESO DIECI LITRI D’ACQUA DAL MARE. E’ UN BENE DEMANIALE NON SI TOCCA.
Sembra una cosa stupida, ma è esattamente la dimostrazione delle leggi assurde che tengono insieme il sistema in Italia. E’ chiaro che prelevare dieci litri d’acqua dal mare (ma anche 1000, o 10000, direi…) non dovrebbe essere un reato: non si tratta di un bene limitato. Non è come prelevare la sabbia da un spiaggia, che giustamente non è consentito senza autorizzazione; non crea danni a nessuno. Casomai è come utilizzare l’aria.
Eppure, in Italia, anche una cosa del genere è regolata dalla legge, e, guarda caso, richiederebbe una autorizzazione preventiva: altrimenti è vietata! Come succede spessissimo, la violazione di tale legge non viene punita, e, ne sono sicuro, anche il caso dello sfortunato allevatore finirà bene. Ma la sua esistenza è sufficiente per mettere il cittadino onesto in una posizione di inferiorità di fronte alle autorità: per chiunque, qui da noi, si può trovare qualche violazione della legge da contestare. E allora, il cittadino si dovrà ingraziare il pubblico ufficiale, dovrà giustificarsi di fronte ad esso, si dovrà comportare, in definitiva, da suddito. E sicuramente si guarderà bene dal denunciare le autorità che violano a loro volta le leggi: a meno che non voglia che si indaghi sulle sue mancanze…
Perché il rispetto delle leggi diventi la normalità, bisogna prima che le leggi rispettino i cittadini. Se vogliamo avere un vero stato di diritto, dobbiamo smetterla di fare leggi che funzionano solo se applicate “con buon senso”: è la legge che deve avere buon senso. Finché questa idea non diventerà centrale nel dibattito politico, sarà impossibile cambiare le cose sul serio; democrazialiberale.org vuole creare la consapevolezza della gravità del problema.
Per questo, se conoscete altri casi come simili, vi invito a segnalarmeli: mi potete scrivere all’indirizzo daniele chiocciola democrazialiberale.org
