Valvole di sfogo a rischio di scoppio

Dove vuole andare Beppe Grillo? Tutti ora se lo chiedono. Ora che le tre proposte di legge hanno raccolto 300.000 firme, non è più possibile ignorarle. Però è possibile, anzi, quasi sicuro, non farle diventare legge: non bastano 300.000 o anche 3 milioni di firme; per fare una legge in Italia serve il voto di Camera e Senato. La manifestazione è stata, dice Grillo, una valvola di sfogo: ma qui non basta lo sfogo, bisogna cambiare le cose! E se le leggi non passeranno, come le cambiamo le cose?

Bisogna iniziare a trovare un punto d’incontro con i politici. Non ci sono alternative. Le leggi le fanno loro. Noi però possiamo votare, e soprattutto possiamo fare a meno di votarli. Ma il voto ce lo dobbiamo giocare bene: dobbiamo chiedere qualcosa che i politici possono veramente dare, e che noi possiamo controllare. Richieste chiare e semplici. Richieste che, magari, possano cambiare le cose senza bisogno della maggioranza di Camera e Senato. Richieste di Trasparenza, di Rinuncia ai privilegi, di Lealtà agli elettori: come quelle del Manifesto TRL. Quanto vorrei che Grillo lo conoscesse, che lo affiancasse alle sue proposte di legge. Perché per un politico è facile dire: “io ho votato come volevate voi, ma la maggioranza era contraria…”; ma, se gli si chiede qualche rinuncia che può fare da solo, non si può più nascondere dietro alle maggioranze. Si deve assumere le proprie responsabilità in prima persona.

Per leggere il Manifesto TRL, clicca qui.

11 Responses

  1. Gennaro Othis Says:

    E’ la sacrosanta verità.Noi come cittadini possiamo ripugnare l’operato di questi signori;possiamo recriminare l’omertà che contrdistingue le connessioni con organizzazioni mafiose e tanti altri crimini che il sistema produce.L’Italia ,se non erro,è una repubblica in cui il popolo rappresentato da deputati risulta esser sovrano.Allora bisogna applicare la costituzione senza cincishiare,le chicchiere servono solo ad arruginire le motivazioni di chi intende revisionare i meccanismi.Tutti dobbiamo essere partecipi,tutti coloro che si sentono vituperati dalla ingordigia di questi pseudorappresentanti devono pretendere l’applicabilità delle leggi.Facciamoci sotto con coerenza,non con mediazioni,la democrazia esige intransigenza.

  2. Roberto Cerrato Says:

    Parli come un suddito di una oligarchia assuluta. Ed in effetti l’Italia è questo. Una cerchia chiusa di professionisti della politica che secernono la VASELINA con cui …..
    Destra o sinistra cambia solo il tipo di preservativo “stimolante” la per la destra “ritardante” per la sinistra.
    Il V-DAY va organizzato il venerdì prima delle elezioni, al grido di “Affluenza 0″, ma nessun questore darebbe mai il permesso!

  3. Daniele Says:

    Scusa Roberto, ma io proprio non capisco: supponi di fare la manifestazione e di ottenere che tutte le persone che vogliono una politica onesta non vadano a votare. Risultato? 100% di eletti per favori e furbizie varie!

    Io non ragiono affatto da suddito, ma da elettore che vuole dare il massimo peso al suo voto: far capire ai politici che, se vogliono il nostro voto, NON POSSONO fare certe furbate. Se rinunci al voto, fai l’Aventino come quelli che hanno cercato di fermare il fascismo rinunciando all’unico modo che avevano per contare. Con ottimi risultati…

  4. Roberto Cerrato Says:

    Ti spiego: Il problema fondamentale della politica italiana, non stà nel bipolarismo o nei partiti, nelle coalizioni o nei programmi politici, ma nella classe politica che dirige i partiti, ovvero nelle singole persone.
    La rivoluzione di Tangentopoli ha spazzato via molti partiti e cambiato profondamente il modo di fare politica, ma non ha ottenuto il risultato che tutti noi ci aspettavamo, perchè? Semplicemente perchè non sono cambiate le persone che contano nella politica ed i nuovi arrivati sono discepoli dei vecchi politici cresciuti sotto la loro guida e lanciati nella mischia perchè i vecchi non erano più presentabili, esattamente come un vecchio Re lascia il trono al giovane Principe; solo che qui invece che il sangue blu conta pensarla allo stesso modo. E’ questo che intendo quando parlo di oligarchia.

    Io credo che l’unico modo per cambiare le cose sia creare un forte clima di incertezza all’interno delle segreterie dei partiti, ma fino a quando a votare andranno i 3/4 della popolazione, i professionisti della politica dormiranno sonni tranquilli perchè i leader continueranno ad essere leader, possono perdere una battaglia, ma l’importante e continuare a fare la guerra, senza che nessuno si metta in mezzo.
    Immagina invece che a votare ci vada il 10%-20% della popolazione e ci vada perchè crede nel candidato che vota e non perchè ha il dovere di votare per qualcuno.
    Miracolosamente si aprirebbe lo spazio per nuove forze politiche formate da nuovi politici che potrebbero “pescare” in un grande bacino di voti disponibili. Invece oggi al massimo si può creare un partito dello 0,x%. Lo stesso Grillo se si candidasse non andrebbe oltre il 2-3%. Così chi ha idee nuove è costetto ad inginocchiarsi alle logiche di coalizione se vuole sedere in parlamento.
    Non ci credi? E’ già successo in varie parti del mondo, solo mai con il “non voto”. In Italia se non fosse morta la DC, Berlusconi e la sua Forza Italia non sarebbero andati oltre il 2%, ma c’erano un sacco di voti disponibili e così a vinto al primo colpo. Nei paesi dell’est prima è morto il PC e poi sono nate nuove forze che prima erano straminoritarie (oltre che clandestine, ma quello è un problema delle dittature)!

    Scusami se ti ho offeso dandoti del suddito, ma ho l’impressione che andresti a votare anche se i candidati fossero Hitler a destra e Stalin a sinistra; ti tureresti in naso, ma metteresti ugualmente quella maletta croce sulla scheda scegliendo quello che ritieni il meno peggio.

    Infine vorrei farti notare che ogni voto dato vale 1€ all’anno di finanziamento pubblico ai partiti che entrano in parlamento, moltiplica per i milioni che votano il meno peggio.

    Se credi che Prodi sia il salvatore della Patria, votalo senza indugi, se credi che Berlusconi sia Gesù reincarnato votalo senza indugi, ma ti prego smetti di votare il meno peggio, se smettiamo tutti le cose cambieranno te lo prometto!

  5. Daniele Says:

    Scusami tu Roberto ma secondo me sei veramente fuori strada. Se aspetti di tornare a votare solo quando potrai votare un “salvatore della Patria” o “Gesù reincarnato”, non andrai a votare mai, e lascerai che a decidere le elezioni sono quelli che votano in cambio di favori. Tu dici che per creare lo spazio per una nuova classe politica “buona” l’area del non-voto dovrebbe salire fino all’80/90%. Io ti dico che questo non avverrà mai, quindi questa via non funzionerà: sono pronto a scommetterci quello che vuoi.

    Invece la mia idea è che lo spazio per la classe politica “buona” lo crei dando a quei politici che vogliono fare diversamente un incentivo elettorale, un buon motivo per impegnarsi a fare politica in modo diverso: operando con trasparenza assoluta, rinunciando ai privilegi esagerati che hanno, rispettando il voto degli elettori. Supponi che solo il 5% degli elettori italiani (non il 90%!) seguisse queste linee guida: ebbene, quel 5% sarebbe decisivo nell’attuale sistema politico! Questi politici diversi avrebbero il potere di cambiare qualcosa, e soprattutto di dimostrare che l’onestà paga. A quel punto, tutti gli elettori che vogliono una politica pulita smetterebbero di accontentarsi di un meno peggio che è molto più “peggio” che “meno”!

    PS scusa il ritardo nel commento ma ero in viaggio per lavoro

  6. Roberto Cerrato Says:

    Abbiamo idee diverse, ma questo è il bello della democrazia.
    La tua via è senz’altro la più praticabile, ma sono convinto che non funzionerà. Supponiamo che vengano aboliti tutti i privilegi (stipendi normali, in pensione con 40 di contributi, il barbiere, il caffè ecc… ecc…).
    Per il cittadino normale cosa cambierebbe, niente. I partiti resterebbero gli stessi ed i loro leader anche, le leggi che fanno pure.
    Si avrebbe un certo risparmio sulla spesa pubblica questo è sicuro; diciamo che per una finanziaria invece di tagliare su scuola e sanità si taglia sulla politica. Finanziaria successiva siamo punto e capo.
    Il 5% ago della bilancia di cui parli, non ha alcuna possibilità se non diventa 51% riuscerebbe solo a far cadere un governo dopo l’altro, perchè deve convincere l’altro 46% per combinare qualcosa.
    Se guardi alla storia poi quello che tu proponi è già successo, dal dopoguerra a tangentopoli, man mano che la DC perdeva consenso, raccattava aghi della bilancia tra i partitini i quali spergiuravano di far valere la loro posizione e di cambiare le cose, guarda com’è finita. Anzi come non è finita visto che ridotti gli introiti da tangenti si sono lievitati i privilegi e ridotti i privilegi aumenteranno le tangenti o si inventeranno qualcosaltro. Di pure che sono un disfattista, ma è la classe politica (le singole persone) ad essere marce. Mi vengono in mente le porole della vedova Schifani al funerale di Falcone: Io vi perdono se avete il coraggio di cambiare, ma loro non cambiano!”

  7. Daniele Says:

    Roberto, partiamo entrambi dall’idea che alla maggioranza degli italiani questo sistema non piaccia, ed entrambi vogliamo un ricambio generalizzato della classe politica. Nel meccanismo che propongo io, quando la “gente” vedrà che esistono politici che operano in modo completamente diverso, che non difendono i loro personali privilegi, che dicono quello che fanno e fanno quello che dicono, pretenderà che anche la propria parte politica apra le porte a questo tipo di persone.
    Ecco perché ci sarà un cambiamento della politica: non perché verranno eliminati molti dei suoi costi, ma perché i politici, non avendo più certi spazi di manovra basati sullo scambio di favori, dovranno ottenere il consenso attraverso politiche che valgano per tutti. Dovranno dire chi ci guadagna e chi paga, e lasciare che siano gli elettori a decidere su riforme vere, non su compromessi che lasciano quasi sempre le cose come stavano prima. Come dovrebbe essere in una vera democrazia.

  8. Roberto Cerrato Says:

    Quanto vorrei che tu avessi ragione, ma come faccio a dimenticare episodi come la grande rimonta di Berlusconi all’ultimo momento con “Aboliremo l’ICI” e gli italiani che ci credono. Italiani, un popolo che ha la memoria corta, crede ad ogni genere di promessa, ama sognare e si innamora dei sognatori, ma poi guarda solo ai propri interessi del momento.
    Sarebbe bello credere che qualcuno (non importa se sia di destra o di sinistra) se ne arrivasse chiedendo lacrime e sangue agli italiani per portare il debito pubblico dal 106% del PIL al 40%-50%; lacrime e sangue che verserei volentieri per garantire un futuro sereno ai nostri figli.
    Purtroppo si continuerà a votare per chi promette l’uovo oggi e non la gallina domani.

  9. Daniele Says:

    E’ vero, molte persone in politica soffrono di miopia: non riescono a vedere al di là del proprio naso. Per molte altre, però, vale un discorso diverso. Versare lacrime e sangue è un investimento nel futuro, e per farlo bisogna avere fiducia in chi gestirà questo investimento, ovvero i politici. Oggi questa fiducia manca. Se si riesce a crearla, sono convinto che la maggioranza degli italiani sarà disposta a fare sacrifici per una buona causa.

    Creare fiducia in una nuova classe politica è la sfida di oggi. Non è una sfida facile, ma non è neanche impossibile, e il manifesto TRL può essere una via per raggiungere questo obiettivo.

  10. Roberto Cerrato Says:

    Scusami se ho tardato a risponderti, ma volevo prima vedere le reazioni al “bollino di Grillo”.
    Gli italiani sono sempre disposti a fare sacrifici per i figli, lo dimostrano i sacrifici fatti volentieri per entrare in Europa.

    Indipendentemente dall’essere pro o contro l’idea di Grillo, quello che stà accadendo in questi giorni è la prova che ho ragione; la classe politica sta provando una sensazione nuova: PAURA! Se questa polemica grilliana andrà avanti ancora per un paio di mesi sono certo che si toglieranno un pò di privilegi.
    La paura non è una cosa del tutto negativa, la paura o ti paralizza e ti distrugge o ti da quell’energia necessaria a dare il massimo. Nella vita di tutti i giorni è così.
    Lo slogan “affluenza 0″ servirebbe proprio a questo; a mettere paura alla classe politica, chi si paralizza scompare dalla scena politica; chi reagisce fà le cose e la facciamo finita con tutto questo cincischiare.

    Parli di creare fiducia nella nuova classe politica, ma se il politico è un dipendente del popolo; il dipendente prima ottiene risultati e come conseguenza dei risultati ottiene la fiducia dell’azienda, le promozioni e gli aumenti di stipendio.
    Per lavoro io faccio consulenze tecniche e cambio azienda ogni 9-12 mesi ed ogni volta devo: prima conquistarmi la stima dei dirigenti e solo dopo posso avanzare quelle proposte innovative che, fatte nei primi giorni, mi frutterebbero un bel calcio in c….

    Il manifesto TRL è una buona cosa, non contesto l’idea, anzi la parte relativa alla trasparenza andrebbe integrata nei siti di camera e senato e resa obbligatoria l’adesione. Chi ha la responsabilità di fare le leggi, non deve assolutamente dare adito a dubbi di alcun tipo sulla propria moralità; sarebbe anche nel loro interesse.
    Per fare un paragone irriverente é come se nelle parrocchie iniziasse a girare la voce che il Papa va con le prostitute.
    Peccato che ai nostri politici importa molto di più la poltrona della reputazione.

  11. Daniele Says:

    Il politici hanno paura, si, ma io non direi che hanno paura dell’affluenza zero: al contrario, hanno paura che un “partito di Grillo” prenda un sacco di voti alle elezioni, facendogli perdere posti e potere.

    Per la fiducia, il paragone che fai presenta un problema: un politico può ottenere risultati solo dopo essere stato eletto, non prima. Quindi bisogna trovare un modo attraverso il quale nuovi politici degni di fiducia possano dimostrare di esserne degli… prima di essere eletti. I politici attuali però hanno tutto l’interesse a far credere che nessuno potrebbe fare il loro lavoro in modo più intellettualmente onesto e meno ingordo. Grillo con il suo bollino si sta muovendo in questa stessa direzione, ma secondo me potrebbe ottenere risultati molto migliori con un approccio più generale, anziché uno basato tutto sulla sua persona. Altrimenti rischia di fare solo il trentaduesimo partitino italiano…

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