Organi di controllo: possono cambiare la situazione?

Raoul Minetti, su iMille, cita il Manifesto TRL, prendendolo come uno degli spunti per rilanciare l’attenzione verso gli organi tecnici di controllo del nostro sistema: Corte dei Conti, CNEL, Authority varie. Ma la proposta (partita da me) che cita - in entrambe le versioni - non è basata sull’organo di controllo tecnico. Essa è basata sulla scelta volontaria, che alcuni politici potrebbero fare, di rinunciare a privilegi e privacy garantite loro dalla legge. E’ quindi chiaro che il controllo non potrebbe essere affidato ad un organo tecnico dello Stato, visto che la violazione del patto volontariamente sottoscritto non costituirebbe violazione di nessuna legge.

Nella prima versione della proposta, però, avevo effettivamente dato un grande rilievo ad un organo “tecnico” di controllo, il Comitato dei Garanti. Esso sarebbe stato costituito da volontari di cui quegli Italiani che vogliono una politica diversa, nella direzione indicata dal Manifesto che propongo, si potessero fidare. E qui mi sono scontrato con un muro. Sembra che l’idea stessa di un organo di cui gli Italiani si possano fidare sia ritenuta assurda dai più. Qualunque modo proponessi per selezionare i Garanti era ritenuto inadeguato, qualunque misura di garanzia si scontrava con lo scetticismo generale. E stiamo parlando di un gruppo di persone scelto dai cittadini come preferiscono. Figurarsi allora di quale fiducia popolare possa godere, in Italia, un organo burocratico a nomina politica: che mette insieme due tra le parole più detestate dai nostri concittadini.

Sono quindi giunto a questa conclusione: i politici che vogliono recuperare la fiducia degli Italiani non possono contare sulla mediazione di un organo tecnico al di sopra di ogni sospetto. Perché non è possibile creare un tale organo. Si devono invece dare delle regole semplici ma in grado di garantire gli elettori, tali per cui il loro rispetto possa essere verificato in prima persona dagli interessati. Nella seconda versione del Manifesto TRL, il “Comitato dei Garanti” ha una funzione estremamente limitata. Chi ha fiducia in almeno un suo membro lo può utilizzare come punto di riferimento, ma può essere tranquillamente ignorato da chi si fida solo dei propri occhi.

Se una nuova classe politica fosse capace di conquistare la fiducia degli Italiani ed il potere, essa sarebbe poi nella posizione di trasmettere questa fiducia ad organi tecnici. Prima però dovrebbero rendere sensati, comprensibili e condivisibili dalla maggioranza dei cittadini le leggi ed i regolamenti che tali organi devono applicare. Oggi non lo sono. Poi dovrebbero assicurarsi che le persone che fanno parte di questi organi siano affidabili. Dopo qualche anno in cui questi organi dimostrassero la loro reale utilità, i cittadini potrebbero iniziare a farvi riferimento. Ma il circolo virtuoso, ne sono convinto, può essere innescato solo dalla democrazia, quindi da una spinta politica, non dalla burocrazia, ovvero da meccanismi tecnici. Una volta innescato il meccanismo virtuoso, degli organi di controllo serio sarebbero in grado di opporre una forte resistenza a tentativi di deviazione dalla strada della correttezza. Ma la scintilla iniziale non può venire da loro.

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