Ora il Partito Democratico ha il suo segretario e la sua assemblea costituente. Resta da creare il partito. Con quale struttura? Francesco Minervino inizia ad affrontare il problema su iMille.org. Vorrei proporre una riflessione.
Il punto di partenza per affrontare il problema dovrebbe essere la domanda: a che cosa serve un partito politico? Mi sembra che si possano distinguere tre funzioni principali:
- La prima è quella di luogo di elaborazione culturale, dove si propongono, si discutono e si propagandano idee politiche.
- La seconda è quella di selezionare e formare una classe dirigente. Le idee in politica sono importanti, ma sono le persone a prendere le decisioni.
- La terza funzione, in teoria sintesi delle due precedenti, è quella di concorrere democraticamente alla gestione del potere statale (esecutivo e legislativo), portando propri candidati in Parlamento, nel governo, nelle assemblee comunali, provinciali, e purtroppo anche a capo di società a partecipazione pubblica, enti, etc. etc.
Un partito a vocazione maggioritaria non può essere un partito in cui tutti la pensano allo stesso modo. Deve essere un partito dove idee molto diverse possono convivere, ma che poi sia in grado di proporre alla società una proposta politica chiara e affidabile, fatta di candidati e di programmi di riforma limitati, realizzabili. A questa sintesi bisogna arrivare senza che ci sia bisogno che una componente raggiunga l’egemonia culturale nel partito. La logica maggioritaria deve valere anche al suo interno, e le elezioni primarie sono lo strumento giusto.
Chi si da da fare nel partito deve avere qualcosa in cambio. Io credo che le adesioni ufficiali, le tessere siano una cosa utile. Ed è giusto che chi si impegna direttamente abbia maggiori diritti e doveri di chi non lo fa; sicuramente deve avere il diritto di far sentire la propria voce nelle sedi ufficiali, anche e soprattutto se le sue posizioni sono minoritarie: in questo modo il partito può svolgere al meglio la prima funzione. Ma, quando si tratta di scegliere i candidati e la linea per delle elezioni, per la seconda e la terza funzione del partito, le primarie aperte sono una garanzia contro la chiusura verso la società, contro la preponderanza delle logiche di scambio che la gestione del potere spesso favorisce. Contro il rischio di brogli e l’intromissione di elementi di disturbo si possono prendere dei provvedimenti semplici. Basta richiedere la registrazione al voto per un determinato seggio, e rendere pubblici gli elenchi dei votanti: quanti berlusconiani vorranno vedere il proprio nome pubblicato tra i votanti del PD?

November 17th, 2007 at 11:01 am
[…] tempo fa, in un post, cercavo di individuare le principali funzioni legittime dei partiti in una democrazia liberale, […]