Il popolo sovrano può sbagliare?

L’Italia è un Paese che ha assai poca fiducia nella democrazia. L’atteggiamento prevalente, da quel che sento in giro da quando ho l’età della ragione, è quello del “meno peggio”: la democrazia non funziona bene ma gli altri sistemi sono peggio, non mi fido del politico che voto ma gli altri sono peggio. Anche negli ambienti più colti si possono spesso cogliere atteggiamenti di sfiducia; sfiducia verso il popolo, che in questi discorsi viene solitamente declassato al rango di “gente”: gente che si fa manipolare, gente che si fa corrompere, gente che è rincitrullita dalla TV. Come si fa a pensare che la “gente” farà le scelte migliori per il Paese?

Il punto è che la democrazia (come la intendiamo oggi, con il suffragio universale) non serve a garantire le scelte migliori. Ciò che essa garantisce è che le decisioni vengano prese da chi ne subirà le conseguenze. Il popolo sovrano può anche “sbagliare”, cioè determinare con il proprio voto delle politiche che non porteranno al massimo beneficio neanche per la maggioranza dei cittadini, ma sarà esso stesso a pagare il prezzo dei suoi errori. Una testa un voto vuol dire che ciascuno ha il diritto di fare la propria scelta, e di goderne (o subirne) gli effetti. Qualunque altro sistema è ingiusto perché priva i cittadini della libertà di assumersi le proprie responsabilità.

Leave a Comment

Please note: Comment moderation is enabled and may delay your comment. There is no need to resubmit your comment.