Siti, forum, blog, wiki: la politica cerca sempre più di utilizzare i nuovi strumenti che il web offre per dialogare con i cittadini. Io li ho provati tutti, e nessuno mi è sembrato veramente soddisfacente. Il sito non coinvolge; il forum non funziona bene se ci sono troppi partecipanti, e non aiuta la sintesi; il blog è troppo personale; il wiki aiuta la sintesi ma non funziona quando l’argomento polarizza le opinioni, e coinvolge poco. E tutti questi strumenti hanno in comune un difetto: è difficilissimo trovare l’argomento che ti interessa, specialmente se si tratta di problemi molto specifici e magari locali.
Ho provato allora ad immaginare lo strumento ideale che prenda i punti di forza di ciò che ho visto in giro. Per prima cosa, mi vorrei orientare facilmente: cosa c’è di meglio di una mappa? Attraverso google maps, oggi sarebbe facile localizzare tutti i problemi legati al territorio: se si parla di una strada da riparare, di un parcheggio da costruire o non costruire, di un nuovo parco o un rigassificatore, posso cercare sulla mappa il luogo di cui si parla. Posso anche solo cercare vicino a casa mia, e vedere quali sono le novità. Mi piacerebbe capire subito, guardando le icone sulla mappa, quali sono i problemi che stanno suscitando più interesse, quali i più recenti, quali quelli che dividono di più o sui quali invece tutti sono d’accordo. Le dimensioni ed il colore dell’icona possono rendere evidenti questi dati, e la forma può indicare il tipo di problema di cui si parla. Come fare per le questioni non legate ad un luogo geografico? Si potrebbe disegnare una mappa delle istituzioni, per tutti gli argomenti che le riguardano, ed una mappa dei principi, per chi ne vuole discutere. Basta un po’ di fantasia.
Bene, ormai ho navigato la mappa in lungo e in largo, ho trovato un’icona interessante, e ci ho cliccato sopra. Mi aspetto di trovare una descrizione del problema, scritta da chi lo ha proposto. Posso anche vedere quante altre persone hanno votato a favore dell’importanza del problema, e quante contro. Ma se la descrizione non mi sembra chiara, oppure se non sono d’accordo con i termini in cui è stata posta la questione, cosa posso fare? Chiaramente c’è una pagina per la discussione, modello forum, ma anche un tasto “modifica” per proporre una descrizione alternativa; come in un wiki. Solo che qui si vuole responsabilizzare e coinvolgere, per cui la modifica proposta non viene immediatamente pubblicata. Chi ha posto la questione per primo ha il diritto di accettare o meno le mie modifiche; se le rifiuta ed io insisto, viene automaticamente generata una descrizione alternativa, che gli altri utenti possono vedere e votare. Come è giusto per argomenti che polarizzano, le due (o più) alternative possono andare tutte avanti, distanziandosi sempre di più, ognuna con i suoi sostenitori e i suoi detrattori; oppure un giorno si potrebbero riunificare, se si trova una sintesi tra le diverse posizioni in campo; o ancora una potrebbe morire, per mancanza di interesse. Un po’ come succede con i programmi open source.
Dopo aver capito il problema, e dopo aver letto i diversi punti di vista, vorrei sapere se qualcuno ha proposto una soluzione. Vedo sulla pagina che sono state avanzate due proposte, una con molti voti, l’altra con meno voti ma più recente. Le leggo entrambe e, dai commenti, capisco che la seconda soluzione è un’evoluzione della prima, evoluzione rigettata dal proponente originario. Ognuna delle due proposte ha il suo gruppo di sostenitori; io decido di aggregarmi alla più recente: mi sembra migliore, anche se di poco.
Discutere dei problemi e delle possibili soluzioni è interessante, ma ad un certo punto bisogna anche agire. Visto che ho un amico politico eletto al consiglio comunale, che si potrebbe attivare, stampo tutte le informazioni e gliele mostro. Lui è interessato, ma mi spiega che nessuna delle due vie proposte può essere realizzata così com’è. Lo aiuto a registrarsi sul sito come politico eletto: in questo modo può comunicare agli elettori interessati che si è preso carico del problema, e può spiegare loro la via che intende seguire per risolverlo. Alcuni si lamentano perché la via intrapresa dal politico è meno ambiziosa di quelle proposte dagli elettori, ma la maggior parte di essi manifesta la sua soddisfazione perché le cose si muovono. Una volta conclusa l’azione del politico, chi aveva segnalato per primo il problema, ed il gruppo che si era formato intorno a lui, si ritiene soddisfatto della soluzione adottata, per cui la accetta e la segnalazione non risulta più attiva. Qualcuno degli insoddisfatti crea una sua versione della segnalazione, per insistere sulla sua soluzione. Visto però che solo poche persone lo seguono e votano per la sua proposta, chi arriva su quella parte della mappa può vedere un’icona grande che segnala un problema risolto (e, cliccandoci, può sapere tutto quello che è successo e di chi è il merito della soluzione), ed un’iconcina molto più piccola, collegata alla prima, che mostra l’insoddisfazione di una minoranza.
Uno scenario come quello illustrato potrebbe essere realizzato utilizzando tutte tecnologie provate e conosciute. Nel tempo libero ho intenzione di approfondire l’analisi ed iniziare il design, e poi, se troverò abbastanza tempo, provare ad implementare un software che consenta tutto ciò. Se dovrò lavorare da solo credo che utilizzerò Ruby on Rails, che è lo strumento più veloce che conosco per creare applicazioni web; però se qualcun altro volesse partecipare con me al lavoro, potremmo anche scegliere uno strumento diverso. Sei interessato a contribuire? Mi pui scrivere a daniele@democrazialiberale.org
