Jan 26

Il governo è caduto. Era destino, non ci si può sempre salvare per il rotto della cuffia. La rottura avviene in un momento di grande crisi per l’Italia, e ciò aumenta nel centrosinistra il senso di frustrazione, pessimismo ed incertezza che segue sempre un’importante sconfitta parlamentare. Soprattutto con la prospettiva di elezioni a breve.

I sondaggi più recenti infatti danno il centrodestra, guidato da Berlusconi, facile vincitore di queste elezioni (57%). Più o meno la stessa percentuale che aveva il centrosinistra all’inizio dell’ultima campagna elettorale; però sappiamo tutti come sono andate le cose al momento del voto, con Berlusconi che è riuscito ad agguantare un sostanziale pareggio. Certo, lui aveva le TV, e questo vuol dire tantissimo, però anche Veltroni oggi dispone di un’arma che Berlusconi non ha: il tanto vituperato Partito Democratico.

Che sta venendo su piuttosto male. Dove i vecchi apparati di DS e Margherita stanno - ovviamente - cercando di ricondurre il nuovo partito nel solco di quelli vecchi. Ma dove esiste, per la prima volta in Italia, un leader eletto direttamente con il 75% dei voti dei 3,5 milioni di elettori delle primarie. Dove esistono anche tante energie che si sono mobilitate per la prima volta credendo in un possibile rinnovamento della politica. Energie che rischiano di essere disperse dalla resistenza del vecchio nel partito.

E’ proprio nei momenti di crisi che diventa necessaria una leadership forte, in grado di mostrare una luce in fondo al tunnel, riaccendere speranze e riattivare energie che sembrano sfuggire. E’ proprio ora che Veltroni deve dimostrare se ha la stoffa per guidare l’Italia fuori dal pantano. Io non vedo in giro un grande entusiasmo all’idea del terzo governo Berlusconi con Bossi, Fini e Casini. Di sicuro non si possono presentare come la novità di cui il Paese ha bisogno. E’ solo lo spettacolo miserevole offerto dall’Unione al governo - a dispetto di alcuni importanti risultati ottenuti, in primis nella lotta all’evasione fiscale e nel riaggiustamento dei conti pubblici - che ha fatto schizzare tanto in alto le preferenze per il centro destra nei sondaggi. E’ lo stesso spettacolo che alimenta il grillismo.

In questo momento Veltroni deve avere grande coraggio. Il governo è caduto e non ci sono più impossibili equilibri politici da salvare, né fuori né dentro il PD. E’ il momento di volare alto, assumersi rischi e giocarsi il tutto per tutto: se vuole un partito aperto, nuovo e a vocazione maggioritaria non avrà una seconda occasione. Oggi la gente non ha ancora un’idea chiara di cosa sia il PD, e la prima impressione vuol dire tantissimo. Prenda posizioni nette su Bassolino, chieda un rinnovamento totale in Campania. Dica a chiare lettere che il PD crede nel merito e nelle competizione, anche al suo interno: primarie senza reti di protezione per nessuno. Stili un programma chiaro e semplice di riforme da fare, e formi una coalizione ristretta che si riconosce in quel programma. Mostri che, in nome del rinnovamento, è disposto a perdere pezzi e ad affrontare le critiche: se riuscirà ad essere convincente niente è ancora deciso. L’Italia vuole un vero cambio di marcia, e noi dobbiamo dimostrare che un governo Veltroni rappresenterebbe un cambiamento molto più grande di un nuovo governo Berlusconi.

Jan 17

Il nuovo caso Mastella riaccende i riflettori sullo scontro, mai sopito dal 1992, tra politica e magistratura. Anche se ero piuttosto giovane quando questo scontro è cominciato, ricordo ancora benissimo la risposta di Craxi alle accuse portate avanti dalla magistratura: questo è il sistema, così fan tutti. E ricordo ancora perfettamente quello che pensavo allora: se di sistema si tratta, voi politici l’avete creato e solo voi politici, che fate le leggi, lo potete cambiare. Per cui dire che è “il sistema” non è una scusante, ma casomai un’aggravante: perché alle colpe penali aggiunge le colpe politiche.

Da allora molta acqua è passata sotto i ponti, e certi eccessi - tipo Enimont, la metropolitana milanese etc. - non sono più stati raggiunti. La causa fondamentale del problema, però, non è stata eliminata. L’idea che le leggi vanno fatte per essere rispettate non è ancora passata. L’ipocrisia di accontentare il popolo con le leggi “più avanzate d’Europa” in campo ambientale, nella regolamentazione sanitaria, del lavoro, della burocrazia, sapendo benissimo che poi queste leggi non potranno essere fatte rispettare, è rimasta imperante. Facendo felici, allo stesso tempo, quelli che vogliono salvarsi la coscienza e quelli che vogliono avere le mani libere.

I moralisti di facciata infatti possono sempre dire che “la legge c’è, basterebbe applicarla”. Non è colpa loro se poi la gente è cattiva e non la rispetta. I furbi potenti, invece, possono fare i loro comodi come in nessun altro posto in Europa. Se rispettare tutte le leggi è impossibile per tutti, infatti, è molto più facile per i potenti aggirare i limiti legali al loro potere. Il cittadino comune, vivendo sulla propria pelle la contraddittorietà e l’assurdità di molte leggi e regolamenti, è portato a fidarsi molto più del buon senso che della formalità dello stato di diritto. Peccato che l’esperienza insegni che solo uno stato di diritto ben funzionante può impedire l’abuso di potere da parte di chi il potere lo gestisce. Tutti gli altri sistemi hanno fallito, e il nostro non fa eccezione.

Mastella può avere violato le leggi, come ora è accusato, o meno. Sta di fatto che qualunque accusa di questo tipo, se rivolta ai politici, è credibile. La soluzione che molti politici vogliono - a partire da Berlusconi, che è il capofila di questo partito - è il ritorno all’asservimento della magistratura al potere esecutivo. Loro vogliono che si lasci manovrare il manovratore: per quarant’anni è stato sostanzialmente così, e in quei quarant’anni l’Italia è diventata la sesta potenza economica del mondo. Perché allora non tornare alla strada vecchia?

Ma oggi tutto è diverso. La fine della guerra fredda, il debito pubblico esploso, la nuova globalizzazione e l’invecchiamento della popolazione non sono compatibili con quel sistema. Che, tra l’altro, non era certo giusto neanche allora. Ma almeno funzionava; però indietro non si torna. Il problema oggi è che passare ad un vero stato di diritto vuol dire cambiare tutto. Vuol dire che molti devono rinunciare a grandi privilegi, e molti altri devono rinunciare a grandi illusioni.

Tra le grandi illusioni c’è quella che basterebbe cambiare la classe dirigente per sistemare le cose. Non è così semplice. Dobbiamo rivedere l’insieme delle nostre leggi, e assicurarci che le nuove leggi sensate vengano veramente applicate. Accettando che chi le viola ne paghi le conseguenze, anche se ci sta simpatico, anche se è un amico o un familiare. Un cambiamento epocale per l’Italia, ma non si può rinviare all’infinito. A meno che non ci vogliamo rassegnare ad un futuro sudamericano.

Jan 9

Che tristezza inaugurare il 2008 del blog con questo post, ma l’onestà intellettuale mi impone di affrontare il tema  anche se è estremamente scomodo. Io non ho mai fatto mistero di riporre grandi speranze nel progetto del Partito Democratico, nonostante gli evidenti problemi che la sua creazione presenta. Uno dei problemi ineludibili per qualunque partito è quello del rapporto con chi porta voti, ma li ottiene attraverso pratiche clientelari e voti di scambio.

Mi sembra che tutte le analisi, anche di chi è vicino alla sinistra, indichino che la situazione dell’immondizia, a Napoli e dintorni, si è incancrenita a questo livello anche grazie agli interessi del potere politico; e da quelle parti il potere politico è da molti anni in mano al centrosinistra. In buona parte, di quel centrosinistra che costituirà la base del Partito Democratico in Campania. Allora mi chiedo: che si può fare? Io credo ad un approccio federalista ai partiti, in cui il centro non deve imporre scelte e soluzioni alla politica locale. Ma, di fronte ad una situazione del genere, questo modello entra in crisi.

La triste verità è che, a questo punto, affondare il bisturi porterebbe a perdere tanti voti in Campania, con la spada di Damocle delle elezioni sempre sulla nostra testa. Non affondarlo però porta a perdere credibilità in tutta Italia. Sinceramente non so quali, ma secondo me si impongono provvedimenti importanti. Andare avanti così non è possibile. Chi ha proposte credibili?