PD campano, che fare?

Che tristezza inaugurare il 2008 del blog con questo post, ma l’onestà intellettuale mi impone di affrontare il tema  anche se è estremamente scomodo. Io non ho mai fatto mistero di riporre grandi speranze nel progetto del Partito Democratico, nonostante gli evidenti problemi che la sua creazione presenta. Uno dei problemi ineludibili per qualunque partito è quello del rapporto con chi porta voti, ma li ottiene attraverso pratiche clientelari e voti di scambio.

Mi sembra che tutte le analisi, anche di chi è vicino alla sinistra, indichino che la situazione dell’immondizia, a Napoli e dintorni, si è incancrenita a questo livello anche grazie agli interessi del potere politico; e da quelle parti il potere politico è da molti anni in mano al centrosinistra. In buona parte, di quel centrosinistra che costituirà la base del Partito Democratico in Campania. Allora mi chiedo: che si può fare? Io credo ad un approccio federalista ai partiti, in cui il centro non deve imporre scelte e soluzioni alla politica locale. Ma, di fronte ad una situazione del genere, questo modello entra in crisi.

La triste verità è che, a questo punto, affondare il bisturi porterebbe a perdere tanti voti in Campania, con la spada di Damocle delle elezioni sempre sulla nostra testa. Non affondarlo però porta a perdere credibilità in tutta Italia. Sinceramente non so quali, ma secondo me si impongono provvedimenti importanti. Andare avanti così non è possibile. Chi ha proposte credibili?

4 Responses

  1. Filippo Says:

    hai due scelte:
    1) fai scelte coraggiose oggi (fuori bassolino-jervolino, per cominciare) e perdi voti oggi, cominciando pero’ un’opera di coraggiosa pulizia etica del PD che paghera’ domani in termini di rinnovamento e voti.
    2) non fai nulla, con lo stillicidio continuo di voti che se ne vanno giorno dopo giorno. E ogni giorno si tira a campare.

    Personalmente sono sicuro al 99% che sceglieranno la 2. Poi alle prossime elezioni, che vincera’ Berlusconi in ogni caso, saranno tutti a chiedersi “ma come mai, ma dove abbiamo sbagliato…”. Intanto nel PD resteranno sempre le stesse facce, vedi Bassolino-Jervolino.

    Mi sbilancio:
    giugno 2008: parto della legge elettorale
    ottobre 2008: cade in goveno. Insediamento di un governo tecnico Dini-Casini per trainare il paese fino alle elezioni.
    aprile 2009: elezioni, vince Berlusconi e la destra governa compatta per 5 anni sciorando tutto il suo peggior repertorio di leggi-vergogna, condoni, attacchi ai magistrati, pedagogia dell’illegalita’ in genere.
    2014: fine governo Berlusca, pensionamento in massa dell’ex-classe dirigente dei 68ini di oggi. E l’Italia puo’ ripartire (dalle macerie del governo Berlusconi3).

    cosa ci giochiamo sopra?

  2. Daniele Says:

    Filippo, non sapevo che avessi la sfera di cristallo… ;)

    Io non mi sbilancerei in previsioni così generali, soprattutto con le date. Invece sul fatto che Iervolino e Bassolino vengano messi alla porta sono certo di no. Ma il mio punto è che non so se servirebbe. La strategia del “non sporchiamoci le mani” non porta lontano, specialmente in Italia.

    Bisogna fare una “grande pensata” se vogliamo avere delle possibilità serie.

  3. Filippo Says:

    Sulle previsioni: e’ facile, basta aspettare e vedere se ho ragione o meno. Intanto marcati i risultati piu’ che non le date (giorno piu’ giorno meno, non fara’ sta grande differenza).

    Sulla “grande pensata”: non che serva una granche’ grande pensata, basterebbe affidare la gestione della questione rifiuti in modo trasparenze a chi ha competenze specifiche. Accountability: altrove e’ la norma, da noi sarebbe una “grande pensata”. E un primo passo in direzione accountability sarebbe cacciare Bassolino-Jervolino visto il fallimento gravissimo. A voler ben cominciare, sarebbero Bassolino-Jervolino e tutta la loro pletora di assessori, consiglieri, e capoccioni in genere e doversi dimettere da soli per manifesto fallimento. Ma vabbe’, non esageriamo coi sogni.

  4. Daniele Says:

    Filippo, parlando di “grande pensata” mi riferivo al problema del voto di scambio in generale, non ai rifiuti.

    In quanto all’affidare la gestione a chi ha le competenze, c’è un problema: che non bastano le competenze, ci vuole anche un potere abbastanza forte (di convinzione e, quando serve, di coercizione) per applicarle. Mi sembra che in Campania il vero problema sia questo: camorra + sfiducia nelle istituzioni + ignoranza scientifica e manipolabilità della popolazione creano un cocktail ingestibile.

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