Mani Pulite e l’incapacità di superare un sistema

Il nuovo caso Mastella riaccende i riflettori sullo scontro, mai sopito dal 1992, tra politica e magistratura. Anche se ero piuttosto giovane quando questo scontro è cominciato, ricordo ancora benissimo la risposta di Craxi alle accuse portate avanti dalla magistratura: questo è il sistema, così fan tutti. E ricordo ancora perfettamente quello che pensavo allora: se di sistema si tratta, voi politici l’avete creato e solo voi politici, che fate le leggi, lo potete cambiare. Per cui dire che è “il sistema” non è una scusante, ma casomai un’aggravante: perché alle colpe penali aggiunge le colpe politiche.

Da allora molta acqua è passata sotto i ponti, e certi eccessi - tipo Enimont, la metropolitana milanese etc. - non sono più stati raggiunti. La causa fondamentale del problema, però, non è stata eliminata. L’idea che le leggi vanno fatte per essere rispettate non è ancora passata. L’ipocrisia di accontentare il popolo con le leggi “più avanzate d’Europa” in campo ambientale, nella regolamentazione sanitaria, del lavoro, della burocrazia, sapendo benissimo che poi queste leggi non potranno essere fatte rispettare, è rimasta imperante. Facendo felici, allo stesso tempo, quelli che vogliono salvarsi la coscienza e quelli che vogliono avere le mani libere.

I moralisti di facciata infatti possono sempre dire che “la legge c’è, basterebbe applicarla”. Non è colpa loro se poi la gente è cattiva e non la rispetta. I furbi potenti, invece, possono fare i loro comodi come in nessun altro posto in Europa. Se rispettare tutte le leggi è impossibile per tutti, infatti, è molto più facile per i potenti aggirare i limiti legali al loro potere. Il cittadino comune, vivendo sulla propria pelle la contraddittorietà e l’assurdità di molte leggi e regolamenti, è portato a fidarsi molto più del buon senso che della formalità dello stato di diritto. Peccato che l’esperienza insegni che solo uno stato di diritto ben funzionante può impedire l’abuso di potere da parte di chi il potere lo gestisce. Tutti gli altri sistemi hanno fallito, e il nostro non fa eccezione.

Mastella può avere violato le leggi, come ora è accusato, o meno. Sta di fatto che qualunque accusa di questo tipo, se rivolta ai politici, è credibile. La soluzione che molti politici vogliono - a partire da Berlusconi, che è il capofila di questo partito - è il ritorno all’asservimento della magistratura al potere esecutivo. Loro vogliono che si lasci manovrare il manovratore: per quarant’anni è stato sostanzialmente così, e in quei quarant’anni l’Italia è diventata la sesta potenza economica del mondo. Perché allora non tornare alla strada vecchia?

Ma oggi tutto è diverso. La fine della guerra fredda, il debito pubblico esploso, la nuova globalizzazione e l’invecchiamento della popolazione non sono compatibili con quel sistema. Che, tra l’altro, non era certo giusto neanche allora. Ma almeno funzionava; però indietro non si torna. Il problema oggi è che passare ad un vero stato di diritto vuol dire cambiare tutto. Vuol dire che molti devono rinunciare a grandi privilegi, e molti altri devono rinunciare a grandi illusioni.

Tra le grandi illusioni c’è quella che basterebbe cambiare la classe dirigente per sistemare le cose. Non è così semplice. Dobbiamo rivedere l’insieme delle nostre leggi, e assicurarci che le nuove leggi sensate vengano veramente applicate. Accettando che chi le viola ne paghi le conseguenze, anche se ci sta simpatico, anche se è un amico o un familiare. Un cambiamento epocale per l’Italia, ma non si può rinviare all’infinito. A meno che non ci vogliamo rassegnare ad un futuro sudamericano.

4 Responses

  1. Filippo Says:

    mah, il “sistema” non e’ stato creato dai politici, quanto dall’economicissimo rapporto di domanda-offerta in quel mercato tutto italiano tra elettori ed eletti (”tu che hai potere, assumeresti mio cuggino che ha tanto bisogno di lavorare”, “certo, ma poi tu mi devi votare!”). Non e’ nemmeno un mercato fuorilegge perche’ viola, nell 95% dei casi, solamente le regole dell’etica e non quelle del codice penale o civile. Insomma, e’ la solita vecchia questione degli “italiani popolo di furbi”, elettori ed eletti che siano. Non a caso, in epoca di mercato globale dove si misurano risultati e accountability, l’Italia soffre e non riesce a far suo il nuovo modello economico.
    Un cambiamento epocale purtroppo, e’ possibile solo dopo uno shock per il paese, visto che dopo 50 anni di malaffare certi comportamenti entrano nel vivere quotidiano e come tali vengono recepiti. All’orizzonte due candidati per lo shock:
    - energetico, qualora gli USA attaccassero l’Iran.
    - mutui, troppi in Italia hanno contratto il tasso variabile e ora non riescono a star dietro alle rate. Si corre il rischio di una crisi italiana sul modello subprime americano.

  2. aristofane Says:

    Vorrei poterti dare ragione, e dire che è vero che il sistema andrebbe rifondato dalla sua struttura giuridica. Sarebbe alla fine più semplice. Ma proprio no, non ci credo. Quello che una volta per tutte dobbiamo capire è che quell’italia siamo noi, l’llegalità le raccomandazioni, gli appalti truccati, i sistemi di potere parassitari, tutto questo siamo noi. Guarda quello che è successo con i concorsi pubblici: Quale norma ti assicurerà mai che un ospedale assuma un buon primario, se basta la telefonata di un politico perhè tutti si mettano sull’attenti! Ora che siamo esposti alla concorrenza internazionale questa la mediocrità che è il risultato diretto di questo sistema la paghiamo cara. E ben ci sta, TUTTO QUESTO CI HA RESO UN POPOLO MEDIOCRE , una patetica caricatura di paese europeo

  3. Daniele Says:

    Filippo ed Aristofane, tutti e due mettete in luce il motivo per cui sempre più persone si rendono conto che è necessario cambiare: la concorrenza, la globalizzazione. Può essere che senza uno shock nessuno si smuova, ma lo shock da solo non è sufficiente. Di shock ne abbiamo subiti tanti (Mani Pulite sopra tutti), ma non c’era pronto un “nuovo sistema” per sostituire il vecchio. A me sembra che non ci sia in giro la consapevolezza sul rapporto tra leggi assurde e malcostume… se ci fosse, al momento dello shock forse prenderemmo la strada giusta.

    E sono d’accordo con Aristofane sul fatto che questi “siamo noi”, per questo ho intitolato il mio blog “meno privilegi per tutti”: perchè tutti abbiamo dei privilegi a cui dobbiamo rinunciare, se vogliono il cambiamento!

  4. Filippo Says:

    Daniele, non basta avere un sistema “pulito” pronto dopo lo shock. Serve anche la volonta’ di cambiare, da parte di tutti. Il sistema di regole assurdo che abbiamo oggi sta bene non solo a molti cittadini ma anche a magistrati -dai lauti stipendi con progressione assicurata- e avvocati -il cui numero e’ salito vertiginosamente-.

    Tangentopoli fu uno shock culturale ma non intacco’ i portafogli piu’ di tanto, per cui ci fu un’epurazione (momentanea) di qualche faccia e bon. Il sistema rimase inalterato. Gli shock cui facevo riferimento io sono economici prima di tutto. Prova ad immaginare cosa succede se qui esplode una crisi dei mutui a tasso variabile con conseguente crack bancario italiano. Quando devi metter mano pesantemente al portafogli e rischi di non mettere piu’ in pancia un piatto caldo esigi a maggior forza un cambiamento, stavolta radicale. Ma non e’ detto sia per il meglio (il Italia probabilmente tornerebbe l’uomo forte in doppiopetto).

    A buon rendere, io ho un conto in banca olandese :)

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