Il tempo della leadership di Veltroni

Il governo è caduto. Era destino, non ci si può sempre salvare per il rotto della cuffia. La rottura avviene in un momento di grande crisi per l’Italia, e ciò aumenta nel centrosinistra il senso di frustrazione, pessimismo ed incertezza che segue sempre un’importante sconfitta parlamentare. Soprattutto con la prospettiva di elezioni a breve.

I sondaggi più recenti infatti danno il centrodestra, guidato da Berlusconi, facile vincitore di queste elezioni (57%). Più o meno la stessa percentuale che aveva il centrosinistra all’inizio dell’ultima campagna elettorale; però sappiamo tutti come sono andate le cose al momento del voto, con Berlusconi che è riuscito ad agguantare un sostanziale pareggio. Certo, lui aveva le TV, e questo vuol dire tantissimo, però anche Veltroni oggi dispone di un’arma che Berlusconi non ha: il tanto vituperato Partito Democratico.

Che sta venendo su piuttosto male. Dove i vecchi apparati di DS e Margherita stanno - ovviamente - cercando di ricondurre il nuovo partito nel solco di quelli vecchi. Ma dove esiste, per la prima volta in Italia, un leader eletto direttamente con il 75% dei voti dei 3,5 milioni di elettori delle primarie. Dove esistono anche tante energie che si sono mobilitate per la prima volta credendo in un possibile rinnovamento della politica. Energie che rischiano di essere disperse dalla resistenza del vecchio nel partito.

E’ proprio nei momenti di crisi che diventa necessaria una leadership forte, in grado di mostrare una luce in fondo al tunnel, riaccendere speranze e riattivare energie che sembrano sfuggire. E’ proprio ora che Veltroni deve dimostrare se ha la stoffa per guidare l’Italia fuori dal pantano. Io non vedo in giro un grande entusiasmo all’idea del terzo governo Berlusconi con Bossi, Fini e Casini. Di sicuro non si possono presentare come la novità di cui il Paese ha bisogno. E’ solo lo spettacolo miserevole offerto dall’Unione al governo - a dispetto di alcuni importanti risultati ottenuti, in primis nella lotta all’evasione fiscale e nel riaggiustamento dei conti pubblici - che ha fatto schizzare tanto in alto le preferenze per il centro destra nei sondaggi. E’ lo stesso spettacolo che alimenta il grillismo.

In questo momento Veltroni deve avere grande coraggio. Il governo è caduto e non ci sono più impossibili equilibri politici da salvare, né fuori né dentro il PD. E’ il momento di volare alto, assumersi rischi e giocarsi il tutto per tutto: se vuole un partito aperto, nuovo e a vocazione maggioritaria non avrà una seconda occasione. Oggi la gente non ha ancora un’idea chiara di cosa sia il PD, e la prima impressione vuol dire tantissimo. Prenda posizioni nette su Bassolino, chieda un rinnovamento totale in Campania. Dica a chiare lettere che il PD crede nel merito e nelle competizione, anche al suo interno: primarie senza reti di protezione per nessuno. Stili un programma chiaro e semplice di riforme da fare, e formi una coalizione ristretta che si riconosce in quel programma. Mostri che, in nome del rinnovamento, è disposto a perdere pezzi e ad affrontare le critiche: se riuscirà ad essere convincente niente è ancora deciso. L’Italia vuole un vero cambio di marcia, e noi dobbiamo dimostrare che un governo Veltroni rappresenterebbe un cambiamento molto più grande di un nuovo governo Berlusconi.

5 Responses

  1. zorro Says:

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    - a dispetto di alcuni importanti risultati ottenuti, in primis nella lotta all’evasione fiscale e nel riaggiustamento dei conti pubblici - che ha fatto schizzare tanto in alto le preferenze per il centro destra nei sondaggi
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    No, guarda amico mio che è per questi “grandi risultati” che Prodi non c’e piu e non potrà essere ripresentato assieme a Visco e Bersani per i prossimi 50 anni.
    La verità e che la pressione fiscale la sentono tutti e che il DEBITO PUBBLICO E’ UNA MENZOGNA, per il quale non vale il rovinare la nostra vita.

  2. Daniele Says:

    Zorro, io posso capire la lamentela sulla pressione fiscale, ma non l’assurdità di “il debito pubblico è una menzogna”. Vallo a dire a quelli che hanno comprato BOT e CCT che il debito pubblico non esiste… forse pensi che lo stato non dovrebbe restituire i soldi a chi glieli ha prestati?

  3. zorro Says:

    Daniele, dico che è una falsa scusa per politiche “scellerate” e “di comodo”.
    Il fine è quello di invocare un presunta emergenza che catalizzi l’opinione pubblica ormai teledipendente e lasci in sottofondo questioni sociali vere e reali, al pari di quello che è stato fatto con i parametri di Maastricht, l’11 Settembre, le armi nucleari in Iraq, il riscaldamento terresre, ed ora con tutta probabilità la crisi finanziaria e immobiliare USA (questa è una anteprima, annotatela…).

    A voler approfondire il discorso sul debito pubblico c’è un certo dibattito poco pubblicizzato sul “signoraggio” che ti consiglierei, Daniele, ad approfondire.

    Non liquidare la questione pensando ai BOT e CCT, non mi sto riferendo ad una posizione anarchica di “reset” del debito, sto solo degradando la questione da abnorme e assoluta a secondaria.

    Tu ti senti di lavorare 6 mesi all’ anno per la vita per sanare il debito pubbico?
    Io no, e il mio auspicio e che i cittadini si esprimano sulla questione.

    Ricordati comunque che BOT e CCT sono essenzialmente un lusso dei “baby boomers” e nessun 20-30enne, precario o meno, oggi ne possiede.

  4. Daniele Says:

    Zorro, sono d’accordo che spesso vengono create ad arte delle emergenze, e che il debito oggi non è un’emergenza: lo era nei primi anni 90, quando il rischio di una crisi tipo Argentina era serio. Grazie a lacrime e sangue e all’euro, che ha stabilizzato i nostri tassi di interesse mettendoci sulla stessa barca di Germania, Francia etc., oggi il debito è un problema serio ma sotto controllo.

    Fatto sta che gli interessi ci costano il 4,6% del PIL: noi in un anno lavoriamo in media 5 mesi e 7 giorni per pagare le tasse, ma di questi 17 giorni servono a pagare gli interessi sul debito, ovvero soldi che vanno a chi ha BOT e CCT. Se il debito scende, la spesa per interessi scende in modo più che proporzionale, perché scende anche il differenziale dei tassi di interesse rispetto agli altri paesi dell’area euro. Ridurre il debito è un investimento per il futuro, esattamente come far aumentare il debito negli anni 80 è stata una mazzata per il futuro: ancora oggi stiamo pagando per chi si è goduto la vita allora, spendendo soldi che non aveva. Per questo ritengo che aver fatto tornare il debito a scendere è un merito del governo Prodi (anche se sicuramente sarebbe stato meglio se avesse anche ridotto la spesa pubblica improduttiva, ma con questa coalizione era oggettivamente impossibile).

    Riguardo il signoraggio, se venisse acquisito interamente dallo Stato potrebbe permettere di ridurre po’ le tasse, ma non è che risolverebbe miracolosamente il problema del debito: purtroppo non esiste nessuna soluzione indolore per eliminare quel fardello.

  5. Pino Says:

    Bot e cct sarebbero un lusso dei baby boomers?
    Stanno cadendo palazzi!
    Sono un pensionato con un mutuo di 1223 euro il mese che ha investito in cct i quattro soldi della liquidazione e buonuscita per avere una fetecchia di rendita per poter integrare il pagamento della rata del mutuo senza morire di fame alla minima spesa imprevista dato quanto mi rimane.
    E ora mi vengono a dire che, dopo essere stato tassato e ritassato sulle tasse per 34 anni, mi devono anche alzare la tassa sulla tassa della tassa dei miei risparmi, risparmi e non speculazione, riparo minimo dall’inflazione che mi rode la vita ogni giorno dall’introduzione dell’euro, riparo minimo rispetto all’inflazione reale, riparo minimo, e non speculazione, dall’inflazione di quanto è stato tassato, ritassato e di nuovo tassato e proveniente da pensione tassata di reddito di lavoro dipendente tassato.
    La tassa delle tasse delle tasse delle tasse…
    Uno stato all’incontrario dove gli imprenditori vivono sulle spalle dei dipendenti, i ricchi vivono sulle spalle dei poveri…
    Ora, mi dicono, occorre tassare “le rendite” finanziarie di un 7,50% in più!
    Me lo dicono proprio mentre i miei risparmi miserrimi investiti in cct, occorrenti a ripararmi il sedere da imprevisti nel mutuo o nell’aumento della vita o da una spesa imprevista nel condominio, pagati pochi mesi fa 100,82 sono arrivati a circa 100,02 e la loro cedola è scesa dello 0,8%!
    Viva l’Italia, viva i lavoratori che la mantengono finché non creperemo tutti.
    Poi voglio vedere gli imprenditori che scuse troveranno per giustificare la loro incapacità e dove prenderanno i soldi per mantenerla e per mantenere le lobbies che li sostengono.

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