E’ una verità assodata che, creando una aspettativa positiva sul risultato, un partito può migliorare le sue chance alle elezioni. Veltroni si sta dando molto da fare in questa direzione, citando un forte recupero nei sondaggi che è reale, ma che viste le posizioni di partenza ci vede ancora indietro con un distacco medio di sette punti, che non sono pochi. Visto che noi non siamo tipi da credere ciecamente alle parole del capo, questo ci crea qualche problema: da una parte vogliamo essere e mostrarci ottimisti, ma dall’altra non vogliamo dire bugie solo per sostenere la nostra parte politica. Quindi, onestamente, ci possiamo chiedere: abbiamo reali possibilità di vittoria?
La risposta breve è si. Perché è vero che prendere un voto in più del PdL alla Camera, ed aggiudicarsi il premio di maggioranza, è difficilissimo; però la legge elettorale Porcellum questa volta si rivolterà contro i suoi creatori, e impedire a Berlusconi di avere la maggioranza al Senato è alla nostra portata (come testimonia anche questo articolo sul Corriere). E una sconfitta di Berlusconi al Senato farebbe esplodere tutte le ire represse all’interno del PdL, dove solo tre mesi fa Fini e Berlusconi se le davano di santa ragione: se Fini e tanti altri si sono riaccodati al Cavaliere, è solo perché erano certi della vittoria. Allo stesso tempo questo risultato darebbe a Veltroni la legittimazione definitiva per poter condurre il PD a modo suo, spingendo ancora di più sul rinnovamento delle idee e delle persone.
Possiamo dire che, per passare il turno, Berlusconi può solo vincere, mentre a Veltroni va bene anche un pareggio. Senza una maggioranza al Senato, il PdL avrebbe tutto l’interesse a fare insieme al PD quelle riforme assolutamente necessarie per l’Italia che si è rifiutato di fare prima delle elezioni, e che solo con un accordo tra questi due partiti sono possibili: una sola Camera per fare le leggi, una legge elettorale chiaramente maggioritaria che favorisca il bipartitismo. E poi nuove elezioni, quasi sicuramente senza Berlusconi. Se non è una vittoria questa! Quindi possiamo essere onestamente ottimisti: un governo Veltroni è molto difficile da raggiungere in queste elezioni, ma una vittoria morale che porti alle riforme che vogliamo è alla nostra portata. Diamoci da fare!
