Leggo il Corriere solo online, e molto raramente mi è capitato di trovare pubblicati articoli di Ichino. Ovviamente lo conosco per le polemiche sui “fannulloni” nella pubblica amministrazione, e in quelle occasioni ho potuto leggere cose interessanti e che corrispondono alla mia esperienza di lavoro in un Comune (per un anno e mezzo): ovvero che ci sono impiegati che si sentono costretti a “tirare la carretta” per fare anche il lavoro di altri, che invece approfittano della sostanziale inamovibilità loro garantita dall’aver vinto un concorso pubblico per fare il meno possibile. E anche che le garanzie e le inefficienze dei lavoratori di serie A vengono pagate dalla totale precarietà dei lavoratori (giovani) di serie B: infatti il Comune proprio in quegli anni - si parla di sei anni fa - si riempiva sempre più di Co.Co.Co., che, non potendo contare sulle garanzie a vita degli impiegati di ruolo, fornivano un impegno molto maggiore.
In ogni caso, non avevo mai approfondito molto le posizioni di Ichino. Ieri però mi è capitato di trovare il suo sito personale, www.pietroichino.it, dove sono riprodotti molti suoi articoli, pubblicati su diversi giornali. Ebbene, devo dire che - fatto rarissimo per me - condivido il 100% di quello che ho letto. Segnalo soprattutto questo articolo: http://www.pietroichino.it/?p=22, dove in forma più approfondita vengono analizzati i mali della PA e vengono fatte proposte che potrebbero migliorare nettamente la situazione. In particolare si punta moltissimo su un tema che è un mio pallino, la trasparenza. Avendo lavorato all’infrastruttura informatica del settore finanze di quel Comune, ricordo bene che una delle preoccupazioni principali era mantenere la riservatezza sugli stipendi dei dirigenti. Un dato teoricamente pubblico - visto che quegli stipendi sono pagati dai cittadini, mi sembra il minimo che i cittadini possano sapere a quanto ammontano - ma in realtà uno dei segreti meglio protetti di tutto il sistema. Un classico esempio degli effetti che si riescono ad ottenere quando si hanno leggi assurde e contraddittorie, che vengono sempre interpretate a favore di chi ha il potere.
Pietro Ichino sulla precarietà fa delle proposte molto serie: un contratto uguale per tutti, che diventa più stabile con il passare del tempo, ma senza la garanzia del posto a vita per nessuno. Perché non è giusto che le garanzie a vita degli uni vengano pagate dalla flessibilità selvaggia (e dai pessimi servizi ricevuti) degli altri; basta con i lavoratori di serie A e di serie B. Veltroni ha imposto molte candidature innovative, alcune anche discutibili, ma Il fatto che abbia scelto (e convinto) Ichino, sfidando gli strali della sinistra utopista, è un importante motivo in più per votarlo con convinzione, invece di dare retta a chi non vuole fare distinzioni. Se vogliamo che i politici abbiano più coraggio, dobbiamo premiare quelli che ne mostrano almeno un po’!

July 8th, 2008 at 10:06 am
Superficiale pensare che serva colpire chi non esegue i propri compiti, dando per scontato che essei siano sensati. Soprattutto in sede di contrattazione locale, si inventano moltissimi corsi e progetti totalmente farseschi, senza altro scopo che distribuire incentivi e titoli per la promzione di massa, peggio che ai tempi del sei politico. Inutile parlare di meritocrazia, se c’è già ovunque un meritificio.
July 8th, 2008 at 8:37 pm
zitello, è chiaro che quando diciamo “meritocrazia” intendiamo merito, e non semplicemente superamento di corsi falsi. Come si misura il merito? Non è sempre semplice, ma di metodi ne esistono, ed il prof. Ichino spesso ne indica…
July 16th, 2008 at 8:31 am
Il meritificio non è un errore accidentale, ma viene fatto di proposito, convenendo sia a dirigenti che a personale. Se il fondo miglioramento dei servizi è stanziato a priori, il miglioramento diventa una pura giustificazione formale. Mi ricordo un figlio di papà al quale si compravano enormi regali di promozione vari mesi prima degli scrutini, e poi quando bocciava glieli si dava lo stesso. Sappiamo bene che si pubblica un sacco di robaccia col solo scopo di presentarla a concorsi