Vergognarsi del proprio Paese

Era tanto che non scrivevo su questo blog. Sono stato impegnatissimo con il pdobama e soprattutto con la campagna primariesempre. Oggi però è accaduto un fatto personale che mi ha fatto veramente vergognare di essere italiano, di fronte a mia moglie che è russa. Non parlo di grandi cose, di razzismo, di mafia. Parlo di burocrazia. Di pressappochismo. Di inettitudine. Di sentirsi sudditi in un Paese governato da incompetenti, idioti, imbecilli irresponsabili in divisa di fronte ai quali bisogna pure chinare la testa, ma che, se stessimo in una meritocrazia, probabilmente potrebbero solo stare agli angoli delle strade a pulirle.

Tredici mesi fa ho sposato una ragazza russa. Abbiamo subito chiesto il permesso di soggiorno, che a quel punto diventa un diritto automatico. Solo che di mezzo c’è la burocrazia, e che burocrazia. Per farla breve, un anno e un mese dopo la presentazione della domanda, dopo file di fronte alla questura iniziate alle 5 di mattina, dopo aver chiesto di anticipare una convocazione in questura prevista per il 24 Dicembre (si, non avete letto male), dopo aver dovuto pregare impiegati che, bontà loro, ci potessero far sapere a che punto eravamo, ieri è arrivata la comunicazione che il permesso era finalmente pronto. Non vi posso dire quanto ero contento della fine di quest’incubo, e quanto lo era mia moglie quando gliel’ho detto al telefono.

Oggi però, andati al commissariato per ritirare il documento, dopo essere stati accolti in malo modo perché avevamo avuto la notifica via email e per non aver controllato l’elenco stampato e appeso fuori della porta, abbiamo visto il permesso di soggiorno, con il nome di mia moglie, i dati di mia moglie, e la foto… di una donna probabilmente di origine andina. Che delusione. E a sentire il poliziotto che ci parlava, sembrava quasi che ci dovessimo sentire in colpa noi per il fastidio che gli causavamo.

Tredici mesi per produrre un documento dovuto, senza poter godere di assistenza sanitaria dovuta, senza poter avere neanche il codice fiscale dovuto (quello l’abbiamo avuto un mese fa, grazie ai miei genitori che hanno trovato un impiegato meno ottuso di quelli che sono capitati a noi a Cagliari e a Roma). Tredici mesi per produrre un documento SBAGLIATO. In questi momenti veramente mi viene da chiedermi cosa mi impegno a fare nel tentativo di migliorare questa nostra Italia. Forse farei meglio a lasciar perdere tutto e a portare mia moglie in un Paese civile, dove tra l’altro guadagneremmo molto di più e vivremmo meglio. Ci devo proprio pensare bene.

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