Jan 17

Il nuovo caso Mastella riaccende i riflettori sullo scontro, mai sopito dal 1992, tra politica e magistratura. Anche se ero piuttosto giovane quando questo scontro è cominciato, ricordo ancora benissimo la risposta di Craxi alle accuse portate avanti dalla magistratura: questo è il sistema, così fan tutti. E ricordo ancora perfettamente quello che pensavo allora: se di sistema si tratta, voi politici l’avete creato e solo voi politici, che fate le leggi, lo potete cambiare. Per cui dire che è “il sistema” non è una scusante, ma casomai un’aggravante: perché alle colpe penali aggiunge le colpe politiche.

Da allora molta acqua è passata sotto i ponti, e certi eccessi - tipo Enimont, la metropolitana milanese etc. - non sono più stati raggiunti. La causa fondamentale del problema, però, non è stata eliminata. L’idea che le leggi vanno fatte per essere rispettate non è ancora passata. L’ipocrisia di accontentare il popolo con le leggi “più avanzate d’Europa” in campo ambientale, nella regolamentazione sanitaria, del lavoro, della burocrazia, sapendo benissimo che poi queste leggi non potranno essere fatte rispettare, è rimasta imperante. Facendo felici, allo stesso tempo, quelli che vogliono salvarsi la coscienza e quelli che vogliono avere le mani libere.

I moralisti di facciata infatti possono sempre dire che “la legge c’è, basterebbe applicarla”. Non è colpa loro se poi la gente è cattiva e non la rispetta. I furbi potenti, invece, possono fare i loro comodi come in nessun altro posto in Europa. Se rispettare tutte le leggi è impossibile per tutti, infatti, è molto più facile per i potenti aggirare i limiti legali al loro potere. Il cittadino comune, vivendo sulla propria pelle la contraddittorietà e l’assurdità di molte leggi e regolamenti, è portato a fidarsi molto più del buon senso che della formalità dello stato di diritto. Peccato che l’esperienza insegni che solo uno stato di diritto ben funzionante può impedire l’abuso di potere da parte di chi il potere lo gestisce. Tutti gli altri sistemi hanno fallito, e il nostro non fa eccezione.

Mastella può avere violato le leggi, come ora è accusato, o meno. Sta di fatto che qualunque accusa di questo tipo, se rivolta ai politici, è credibile. La soluzione che molti politici vogliono - a partire da Berlusconi, che è il capofila di questo partito - è il ritorno all’asservimento della magistratura al potere esecutivo. Loro vogliono che si lasci manovrare il manovratore: per quarant’anni è stato sostanzialmente così, e in quei quarant’anni l’Italia è diventata la sesta potenza economica del mondo. Perché allora non tornare alla strada vecchia?

Ma oggi tutto è diverso. La fine della guerra fredda, il debito pubblico esploso, la nuova globalizzazione e l’invecchiamento della popolazione non sono compatibili con quel sistema. Che, tra l’altro, non era certo giusto neanche allora. Ma almeno funzionava; però indietro non si torna. Il problema oggi è che passare ad un vero stato di diritto vuol dire cambiare tutto. Vuol dire che molti devono rinunciare a grandi privilegi, e molti altri devono rinunciare a grandi illusioni.

Tra le grandi illusioni c’è quella che basterebbe cambiare la classe dirigente per sistemare le cose. Non è così semplice. Dobbiamo rivedere l’insieme delle nostre leggi, e assicurarci che le nuove leggi sensate vengano veramente applicate. Accettando che chi le viola ne paghi le conseguenze, anche se ci sta simpatico, anche se è un amico o un familiare. Un cambiamento epocale per l’Italia, ma non si può rinviare all’infinito. A meno che non ci vogliamo rassegnare ad un futuro sudamericano.

Nov 8

iMille gentilmente ospitano un mio articolo su come affrontare tanti cosiddetti “problemi culturali” che affliggono l’Italia. Il punto centrale è che secondo me, al contrario di quello che solitamente sento in giro, non si risolvono dando lezioni, ma con azioni pratiche. Puoi leggere l’articolo cliccando qui.

Aug 2

L’Italia di oggi mi da il voltastomaco: è per questo che vorrei fare qualcosa per cambiarla. Anche a Beppe Grillo da il voltastomaco, e a tutti quelli che vogliono aderire al suo V-Day da il voltastomaco; però io non aderisco. Perché lui, parlandone, dice: “E’ un piccolo popolo in marcia. Forse un’avanguardia di un cambiamento“. Ma dove sta la proposta di cambiamento? Non crederà che, eliminati i politici condannati dal parlamento, succederà chissà quale rivoluzione? Non è così che si può scardinare il sistema. Chi lo vuole scardinare deve prima capire che in Italia le leggi sono fatte per non essere rispettate, ed è su questo che si regge il sistema dei privilegi.

Invece Grillo mi sembra caduto nel tranello teso ai moralisti: lasciargli fare delle leggi giustissime, durissime, bellissime, inapplicabili, e poi lasciarle diventare lettera morta; salvo che ogni tanto qualcuno si svegli e dica “la legge c’era, bastava applicarla”. In Italia c’è già un menu buono per tutti: chiunque, di destra, di sinistra, di centro o qualunquista ha solo l’imbarazzo della scelta: le sue leggi che “se solo venissero applicate…” risolverebbero tutto. Peccato che, poi, la stessa persona avrebbe tante altre leggi che NON vorrebbe applicate. E che non rispetta. Qualche esempio? Per la sinistra, “se solo venissero applicate le leggi sulla sicurezza del lavoro…”. Ma le leggi sull’immigrazione clandestina, quelle sono leggi ingiuste: è bene non applicarle. Per la destra, “se per gli spacciatori ci fosse la certezza della pena…”. Poi però se qualcuno evade il fisco, beh, poverino, ci sono così tante tasse… E così via.

Il  vero cambiamento che serve all’Italia è che si accettino veramente i principi della democrazia liberale: quando si fa una legge, deve essere applicata a tutti. Per primi, ai politici che le fanno: che, quindi, ci devono pensare bene prima di fare una legge che non potrebbero rispettare. Poi però NESSUNO deve difendere i “suoi amici” quando non rispettano quella o quell’altra legge “ingiusta”: se la legge è ingiusta, va cambiata. Ma, finché è in vigore, va fatta rispettare. Anche se non piace a nessuno. In Italia, dove ci sono tante leggi impossibili da rispettare, bisogna poi procedere ad abolirne tante, o a cambiarle in modo che siano sensate. Altrimenti, non se ne esce. Per questa battaglia io marcerei tutti i giorni. Magari diventasse la meta della marcia del V-Day…